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Tarocchi: un percorso introspettivo tra secoli di storia, arte ed esoterismo

marzo24

I tarocchi racchiudono una storia lunga secoli, unendo arte, storia, cultura e antropologia, e un pizzico di magia dando vita a un mito che ancora oggi trova milioni di estimatori e cultori appassionati.

Portatori di verità universali come gli archetipi, i tarocchi possono essere usati per predire la sorte, per i giochi di carte o come strumento introspettivo di approfondimento psicologico personale.

Giunti fino a noi attraverso le epoche, si sono plasmati seguendo i gusti e le estetiche dei secoli trascorsi, ma il loro potere evocativo è rimasto intatto.

Sono molte le convinzioni errate che circondano i tarocchi come un’aura di mistero: molte persone si avvicinano ai tarocchi, ma molte altra ancora li conoscono solo per sentito dire. Ecco allora, tra leggende e curiosità, le cose che non potete più ignorare sui tarocchi.

Tarocchi “tarocchi”

I tarocchi moderni si suddividono in diverse tipologie, alcune più fedeli ai mazzi storici e altre elaborate secondo diverse filosofie esoteriche e simbologie ermetiche, ma la loro origine resta ancora avvolta nel mistero: sono infatti numerose le teorie sulla loro genesi.

Avrete sicuramente sentito parlare di mitici mazzi rinvenuti nelle tombe dei faraoni e dei sacerdoti dell’Antico Egitto, e tramandati attraverso i secoli da sette esoteriche custodi della saggezza millenaria.

C’è chi giurerebbe che i tarocchi siano derivati direttamente dal Libro di Thoth e risalenti al XXII secolo A.C.
Ovviamente si tratta di un falso. I tarocchi non sono originari dell’Egitto, ma dell’Europa, e la loro origine è molto più recente. É infatti risaputo che risalgono alla prima metà del Quattrocento.

I primi tarocchi fecero molto probabilmente la loro comparsa nel nord Italia attorno al XV secolo D.C. alla corte del Duca di Milano Filippo Maria Visconti, che commissionò diversi mazzi pregiati ai suoi artisti di corte: di questi mazzi sono ancora custodite alcune copie, con i documenti originali allegati. É la prima vera traccia storica dei tarocchi nonchè l’unica attendibile.

Il simbolismo dei diversi mazzi

Ciascun mazzo è dotato di un carattere ben preciso e si presta a scopi diversi. Esistono mazzi creati appositamente per seguaci di determinate filosofie o correnti mistiche, che sono di difficile lettura per chi non ha famigliarità con certi simboli: per esempio il mazzo Wirth riunisce elementi cabbalistici e teosofici con tanto di lettere ebraiche, e rappresentazioni insolite e inusuali delle figure che a un non iniziato possono sembrare complessi.

Oroscopo di Sky: scopri le previsioni dei tarocchiAlcuni mazzi come quello di Crowley necessitano di un bagaglio culturale non indifferente per essere compresi appieno e padroneggiati: simbologie alchemiche, richiami all’antica religione egizia, cabbala, intuizioni mitologiche, numerologia, elementi massonici ed ermetici sono solo alcune delle tematiche racchiuse nei bellissimi e suggestivi disegni.

Crowley li mise a punto grazie ad Aiwass, entità trascendente che lo ispirava nei suoi lavori, e grazie a Lady Frida Harris, artista che ideò i disegni.

Uno dei mazzi classici dell’arte dei tarocchi è il mazzo tradizionale esoterico, Rider Waite. Questo tipo di tarocchi è ricco di simbologie che possono passare inosservate ma che se sapute cogliere e interpretare offrono un percorso di crescita interiore e personale veramente valido.

Un esempio di questi dettagli nascosti è il fregio a forma di farfalla sulla corona del Cavaliere di Spade negli Arcani Minori: quella che sembra un’innocua decorazione è in realtà il simbolo di una metamorfosi o trasformazione, che associato alla carta e al quadro completo della formazione durante la lettura, può essere un dettaglio fondamentale per la comprensione di una data situazione.

Nessuno dei disegni è mai lasciato al caso: anche la decorazione più insospettabili nasconde un significato ben preciso. I mazzi come il Rider Waite e il Crowley possono dare tanto, ma necessitano totale dedizione e uno studio dettagliato.

Un mazzo che invece risulta molto più immediato e fruibile anche a chi non desidera approfondire troppo lo studio della simbologia esoterica è invece il tarocco Marsiglia. L’origine dei tarocchi Marsiglia non è del tutto chiara: Marsiglia infatti non è il luogo di nascita del mazzo, ma solo la città che deteneva il monopolio sulla stampa delle carte da gioco. Lo stile, suddiviso in semi italiani, suggerisce un’origine mediterranea delle carte.

Questo mazzo presenta le figure vestite in abiti rinascimentali, semplici e chiare, riporta i nomi e le numerazioni dei tarocchi classici, compresa la Morte che per tradizione è lasciata in questo mazzo senza dicitura.

Il Marsiglia è un mazzo semplice, privo di simbologie esoteriche, e del quale è sufficiente imparare il significato più superficiale. Ovviamente questo non significa che si debba dedicare meno tempo e meno impegno alla conoscenza del mazzo: i tarocchi infatti riguardano la conoscenza. Ciascun mazzo è portatore di una verità universale.

I tarocchi raccontano la storia spirituale del genere umano, tra archetipi sempre attuali, che ci vengono incontro con suggerimenti saggi e validi, secoli fa come al giorno d’oggi. Il percorso della conoscenza di se stessi può esprimersi in mille modi, e l’arte dei tarocchi è un modo creativo e interessante per coltivare l’introspezione e divenire più consapevoli della propria esistenza, meditando sulla vita.

Ulteriori approfondimenti nella sezione Oroscopo Tarocchi di Sky

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